Sarnico, lì 12/02/2005
Questo anno, memore delle bellissime catture di lampughe effettuate a metà
settembre dello scorso anno, ho portato subito la barca già dal mese
di settembre in Liguria a Porto Venere per essere immediatamente operativi in
caso di segnalazioni di presenza della lampughe o altro.
Purtroppo, la stagione si è rivelata completamente avara sia di mangianze
che per la completa assenza delle lampughe, se non solo per una giornata passata
in compagnia di Rover, su una mangianza di sgombri e sugarelli.
Al primo di ottobre puntuale, con l’aiuto di Nello, ho portato la barca
via mare a Santa Margherita e saputo della presenza di mangianze a Savona tramite
Roberto, la domenica in compagnia di Giò e di Vito là andammo.
Il mare era piatto e la navigazione fu tranquilla e veloce, e dopo una cinquantina
di chilometri percorsi e un trequarti d’ora circa arrivammo davanti al
porto di Savona.
Il tempo era bellissimo e faceva ancora molto caldo, ma di mangianze a quel’
ora nulla.
Facemmo rifornimento verso le 10 e all’uscita dal porto trovammo con nostra
grande sorpresa una miriade di gabbiani in caccia su di una mangianza veramente
spettacolare.
Ci portammo tra le barche che trainavano, sulla mangianza e giunti a ridosso
della mangianza effettuai un lancio proprio in corrispondenza del ribollire
dell’acqua ed immediatamente incocciai in una bella Cavalla, che segnava
il peso di circa un chilo.
Giò e Vito lanciavarono le loro esche ma non riuscirono a ferrare nulla
poiché la mangianza terminò immediatamente dopo la mia cattura.
Ci portammo verso il largo ove incontrammo molto gabbiani posati sull’acqua
in attesa degli eventi.
Fu così che dopo l’una mentre stavamo mangiando un panino che alcuni
gabbiani, lesti puntarono in direzione ben precisa, verso la quale anche noi
ci dirigemmo.
Una bella mangianza era partita e appena giunto in prossimità della stessa
lanciai la mia coppia di Joe’s ferrando immediatamente un bel tombarello,
che dopo alcuni minuti di lotta serrata issai di peso a bordo.
Dall’una sino alle quattro del pomeriggio alternammo momenti di attività
frenetica all’inseguimento delle mangianze che avvenivano sparse su di
una vasta zona di mare, a momenti di speranzosa attesa.
Alla fine della giornata contai otto tombarelli per me e nessuno per Vito e
Giò che con grande rammarico ammisero la loro defaians.
I mesi di ottobre e di novembre trascorsero purtroppo senza giornate positive,
raccogliendo una serie di cappotti impressionante, interrotta da due o tre giornate
di pesca su mangianze di tombarelli trovate sempre tra punta della Chiappa e
la zona antisante il porto di Genova.
Una di queste la ho condivisa con Mario e Roberto, i quali si mostrarono in
quella occasione molto agitati con seri problemi di autocontrollo nell’esercizio
della pesca, un po’ condizionati dal fatto che erano le prime belle mangianze
eclatanti che vedevano, e di cui avevano sino ad ora solo sentito favoleggiare
e un po’ per la carica che davo io urlando incitamenti al cardiopalma.
Mario alla fine riuscì ad effettuare qualche cattura mentre Roberto non
riuscii a scappottarsi.
Finalmente arrivarono i mesi di dicembre e gennaio, che hanno portato una bella
serie di giornate con presenza di mangianze veramente significative.
Posso affermare senza ombra di dubbio che per questi due mesi i branchi di tombarelli
e in misura minore di tonnetti rossi hanno frequentato popolando costantemente
la zona del promontorio di Portofino sino a Punta della Chiappa, portandosi
raramente verso est, e addirittura mai verso ovest davanti a Chiavari ove da
sempre negli anni addietro si sono manifestate le più grosse mangianze
Debbo dire che le giornate in cui le mangianze si sono presentate
Le ho vissute per gran parte da solo sia in barca che in mare, ma per fortuna
forse le due più belle le ho vissute con Carlo e Morotti la vigilia di
Natale e a metà gennaio con il mitico Marino.
Sono state giornate che ci hanno dato molto, il mare si è dimostrato
molto generoso in queste due occasioni, con Marino una palla di acciughe costantemente
vicino alla barca con i pesci veramente in attività, e sono stato veramente
contento nel vedere Marino alle prese di una cattura via l’altra, mentre
la giornata con Carlo è stata sicuramente una delle più entusiasmanti
e redditizie.
Abbiamo trovato subito belle palle di acciughe attaccate dei predatori sin dalla
mattina, con una miscellanea di catture dai tonneti rossi, ai tombarelli alle
palmite, elle aguglie per finire con delle lampughe che solo le possiamo sognare,
sia per le dimensioni ma soprattutto per il periodo in cui le abbiamo trovate.
LE LAMPUGHE DEL 2004
Quest’anno la stagione di pesca alle lampughe in Liguria, non si è
riproposta come lo scorso anno nel mese di settembre e inizi di ottobre, ma
a meta novembre con accostamento di branchi con numero abbastanza limitato di
capi ma sicuramente di grandi dimensioni.
Le prime le abbiamo prese nei pressi delle boe di Portofino al mattino ancora
a buio inoltrato.
La prima volta verso la metà di novembre giunsi in prossimità
della prima Boa di Portofino e lanciai un bel popper che dopo molti recuperi
senza esito, ma intravedendo dei riflessi buastri che potevano far pensare alla
presenza delle Lampughe,
cambiai con l’altra canna già montata con le due solite Joe’s.
Lanciai, lasciai affondare bene e rapidamente iniziai il recupero delle esche
strippando a velocità supersonica e dopo pochi strip una gran botta alla
canna mi fece chiedere che cavolo di pesce avessi ferrato visto che dopo pochi
secondi aveva già filato via tutta la line e moltissimi metri di backing.
La lotta durò molto con la canna veramente impegnata e sotto sforzo,
vi furono molte fughe verso il basso e ciò mi faceva dubitare che fossero
delle Lampughe, le quali solitamente effettuano difese a galla con salti spettacolari
fuor d’acqua, ma quando dopo molti minuti potei vedere il pesce mi resi
conto che avevo allamato due lampughe enormi che davano testate tremende a destra
e a manca nel tentativo di liberarsi dalla ferale morsa degli ami.
Con molta fatica riuscii a salpare le due coloratissime lampughe che appena
giunte in barca si produssero in salti spettacolari sul fondo della barca, mai
prima d’ora avevo catturato due lampughe assieme e ciò lo permise
il fatto che il finale che solitamente utilizzo per i Tonnetti era ancora montato
sulla canna.
Altre uscite proficue seguirono, senza un gran numero di catture, ma sicuramente
di gran taglia viste le catture medie effettuate a pescando a mosca.
La vigilia di Natale, ero con Sala e il Mitico Morotti alla sua prima uscita
in mare, e stavamo veramente divertendoci poiché quella magica mattina
avevamo trovato molte mangianze di tonnetti rossi, di aguglie e di Tombarelli,
che aggredivano ferocemente le palle d’acciughe che avevano intercettato.
Verso il mezzodì tra spruzzi salati e catture a ripetizione, in quanto
avevamo uno grossa palla di acciughe sotto alla barca, in lontananza intravidi
dei riflessi verdognoli azzurrati, e immediatamente urlai “Lampughe lampughe,
al che lanciai immediatamente la mosca che venne presa mentre calavava lentamente
verso il fondo, da una bellissima lampuga la quale al primo salto si slamò,
intanto anche Carlo aveva lanciato in corrispondenza del branco di lampughe
che ormai si era materializzato chiaramente intorno alla palla di acciughe,
e anch’egli dopo pochi strip ne ferrò una che gli portò
via molti metri di baking.
Questa effettuò una difesa strenua saltando e dando testate e puntando
verso il fondo alternando le sue difese.
Quando fu a portata di vista, notammo la sua grandezza che era veramente importante,
i suoi colori ci facevano andare in visibilio e dopo alcuni minuti di lotta
dura Morotti riusci a guadinarla portandola a bordo, era lunga 110 cm.. .. ..
Questa situazione ci dovrebbe far riflettere su quelle che sono le nostre cognizioni
in fatto di migrazioni di questi pesci pelagici. 
Se ho dimenticato qualche cosa mi scuso ma penso di aver fatto un’escursus
dettagliato di tutta la stagione.
Anzi no, dimenticavo le giornate passate a pescare a traina dopo aver cercato
inultimente attività superficiale, e posso dire che anche qui con Beppe
Saglia e Rover, nonostante la tanta acqua, mi sono veramente divertito, cosi
come con Nello, con Luigi, con Roberto e Tino e con tutti gli altri che hanno
condiviso con me delle magnifiche giornate in mare.
Giuseppe Massimo Calissi.