Via col vento…….

Una settimana in barca alle Maldive

Il luogo :

L’arcipelago delle Maldive si trova nell’oceano indiano ed è attraversato dall’equatore.

Il vento dominante è il Monsone, che è l’immancabile compagno di viaggio.

La stagione indicata è quella del Monsone secco che, da Novembre a Marzo, spira da nord-est. Durante questo periodo le precipitazioni sono scarse ed il clima è piacevolmente tiepido (25/30 °C), con temperatura dell’acqua intorno ai 28°C.

L’ambiente:

Le Maldive sono una serie di atolli che racchiudono una moltitudine di flat (secche) ed isolotti. All’interno dell’atollo, il mare è relativamente calmo, mentre sull’oceano è impensabile pescare a mosca, sia per la dimensione delle onde, sia per la pericolosità della barriere corallina.

La barriera corallina è spesso interrotta da canali che, con il movimento delle maree, formano veri e propri fiumi che scorrono ai bordi delle secche.

I colori del mare, dei fondali e dei pesci sono stupendi ed è una gioia già solo ammirarli.

La sistemazione

Il nostro Dhoni è un barcone di legno con tre cabine e 4 uomini di equipaggio.

Due cabine sono minuscole, con letto a castello e un piccolo bagno. La terza è più spaziosa, con un letto matrimoniale e un lettino, ma ha il bagno è esterno.

A traino avevamo due dinghi (piccole imbarcazioni a motore) che servivano per la pesca e per gli sbarchi.

I pesci

Ciò che più colpisce dei pesci delle Maldive sono i colori e la varietà della loro forma. Circa 1200 specie sono state classificate, ma si pensa che il loro numero sia superiore a 1500.

A questo va poi aggiunto il fatto che certe specie presentano una forma giovanile e una adulta che differiscono sensibilmente.

La forma giovanile del Black-and-white Snapper, Macolor niger, (Foniyamas).

Il Two-spot Red Snapper, Lutjanus bohar, (Raymas)

Lo Spotted Unicornfish, Naso breviroster, (Thunbi) con la spina tipica solo del maschio.

 

Forma giovanile di Squaretail Coralgruber, Plectropomus areolatus (Olhu faana).

         Un goatfish, (pesce-capra), che prende il nome  dai due barbigli, che ricordano appunto la barba di una capra, dei quali si serve per esplorare il fondo.

Un Longbarbel goat-fish, Parupeneus macronemus (Kandu kalhuoh)

Un Trumpetfish, pesce trombettiere, Aulostomus chinensis, (Onugandu tholi), la cui caratteristica è l’apparato boccale a forma di tromba.

Un Red-toothed Triggerfish, Odonus niger (Vaalan rondu).

Un Indian Triggerfish, Melichthys indicus.

I pesci più divertenti, per la nostra tecnica di pesca, sono però stati:

i Bluefin jack, Caranx melampygus (Fani handhi)

...le Kawakawa, Euthynnus affinis (Latti),

…i Queenfish, Scomberoides commersonnianus,

…i Bigeye Jack, Caranx sexfasciatus, (Haluvimas)…

e i Pompano, Trachinotus bailloni, (Goru vaali).

La pesca

1)    Dalla barca.  Il vento, le correnti di marea e la sensibilità dei pesci al rumore del motore, sconsigliano questo tipo di pesca.

2)    Dalla spiaggia.

Si cercano i salti d’acqua, specialmente quelli con formazioni coralline e, recuperando velocemente come nella pesca alla cheppia, si catturano molti pesci di piccola e media taglia.

Un’altra tecnica, molto meno faticosa, è recuperare a strappetti un clouser. Se utilizzata in alternanza alla precedente, permette di pescare nello stesso posto molto più a lungo.

3)    Dalle lingue di sabbia.

Con marea calante, si cercano le lingue di sabbia che creano un salto d’acqua, per cui sembra di trovarsi su di un torrente, con una correntina che entra in una buca .

Pescando con piccoli clouser, si incannnano innumerevoli Jack e Pompani.

4)    Dalle flat.

Questa è la pesca principe. Si fa con marea crescente, cercando le flat che fanno da bordo ai canali. Sbarcati sulla flat, preferibilmente con il vento alle spalle, ci si posiziona sul bordo e si lancia nel blu del canale. Gli attacchi sono da cardiopalma ed il recupero del pesce è un misto di abilità e di fortuna perché il salto d’acqua è fatto di coralli che non perdonano; al minimo contatto perdi la mosca od il finale o la coda (qualcuno ne ha perse due). Le dimensioni dei pesci che transitano lungo i bordi dei canali per cibarsi dei  ‘pescetti’ che vivono vicino ai coralli sono, solitamente, di tutto rispetto. Il problema è che, per via dei coralli, è quasi impossibile riuscire a salpare pesci che superano i 2/3Kg.

Le attrezzature.

1)    Canne 9’ per code 8/9/10. Abbiamo  usato quasi sempre la coda 8.

2)    Code galleggianti, tipo out bond short per meglio contrastare il vento, o, al massimo, code intermedie. Fondamentale avere alcune code galleggianti di scorta.

3)    Mosche piuttosto piccole, 3/6 cm, tipo deceiver e clouser.

4)    Tip da 25/30lb.

Le Maldive sono una meta ideale:

1)    Per chi ama pescare, in perfetta solitudine, in mezzo ad una natura piena di colori con temperature di estremo benessere.

2)    Per chi ama pescare specie differenti senza porsi il problema della taglia.

3)    Per chi ama fare una  crociera ‘ruspante’, cambiando  continuamente luoghi di pesca.

4)    Per chi ama cimentarsi con posti e pesci sconosciuti.

Sono invece una meta sconsigliata:

1)    Per chi cerca un’organizzazione per la pesca a mosca.

2)    Per chi ha aspettative di pesca miracolosa e/o di taglia.

3)    Per chi pensa di poter fare una vacanza con la moglie non interessata alla pesca o alla perfetta solitudine.

4)    Per chi soffre il mal di mare.

5)    Per chi ama le comodità.