Le
INTERVISTE di M.F.A
Giuseppe massimo Calissi (R.D.C.) intervista Antonio Roveri
al secolo Rover il "Mito"

1) D. Iniziamo con la più classica delle domande, quando hai iniziato a pescare a mosca e perchè?
R .In varie occasioni, frequentando fiumi e torrenti, vidi
pescare a mosca e ne rimasi affascinato. Come spesso succede, ci fu un lungo
approccio. Comprai un libro, lessi tanti articoli e feci un primo tentativo
“in economia” costruendomi una canna partendo da pezzi di canne
rottamate. Infine, nel 1976, comprai una canna e ripartii determinato a non
mollare.
2) D. Chi e' stato il tuo maestro se mai tu lo hai avuto?
R.2) A Modena non c’era ancora il CIPM e non conoscevo
nessuno che praticasse la PAM, così iniziai in modo informale da autodidatta.
Il libro di Ramusino fu l’unico punto di riferimento. Poi, ci furono varie
dritte occasionali sui fiumi, ma non saprei valutare quanto quei maestri improvvisati
ne sapessero realmente a quell’epoca. Infine, infiltrandomi da portoghese
ai primi corsi dell’appena nato CIPM di Modena, cominciai a seguire le
lezioni di Roberto Messori: prima come spettatore e poi, successivamente, come
allievo. Parlo soprattutto di tecnica di lancio, perché la pesca pratica
la praticavo già da tantissimi anni. Nella costruzione vorrei ricordare
Bortolani, Mauro Vecchi e tanti ospiti alle serate del CIPM di Modena. Praticamente
quasi tutti i nomi della pam italiana.Al club, oltre a quasi tutte le testate
italiane, c’erano allora 3 abbonamenti a riviste pam straniere. Le americane
Fly Fisherman ed American Angler e la francese T.O.S. (truit, ombre et saumon).
Divenni un avido lettore e presto venni preso dalla curiosità di quel
mondo nuovo ch’era il nord est U.S.A. Autori come: Lou Tabory, David Ross,
Lefty Crhee, Stu Apte, Chico Fernandez, Dave Witlock, e tanti altri, impressero
un bel solco e stimolarono moltissimo la mia curiosità. Dopo il viaggio
in Norvegia del 93, calando il mio interesse nella pesca ai salmoni atlantici,
iniziai i primi esperimenti in mare da terra con l’obbiettivo di un viaggio
a Cape Cod che arrivò nel 96. Col mio trasferimento a La Spezia nel 2002,
l’acqua dolce è rimasta quasi completamente esclusa dall’attività,
ma non nego che un po’ di nostalgia per trote, temoli, salmoni, lucci
e black bass è sempre latente là in fondo.
3) D. Quando la pesca a mosca si è trasformata nella passione che ti distingue, per la pam salata?
R. Pian piano, con la distruzione di quasi tutti i fiumi italiani e crisi connesse, anche aiutato dall’evoluzione a 360° delle tecniche pam, abbandonai definitivamente lo spinning verso la fine degli anni 80. Ora, approfondendo la pesca in mare, mi capita, ogni tanto, di provare altre cose, tipo drifting, traina o con la cozza intera alle orate. Sono eventi molto marginali, ma intesi a conoscere meglio la pesca in mare.
5) D. Quali delle molte tue letture di autori d’oltreoceano Ti hanno diciamo condizionato in questa Tua scelta di vita’?
R. Tornerei a Lefty Chree, Lou Tabory e David Ross come quelli
che hanno messo dei paletti fondamentali. Anche tutti gli altri sono stati importanti,
ma la lista è lunghissima e passerei oltre.
6) D. Quali sono i pesci che preferisci in acqua salata, e perché di questa tua scelta?
R.Questa è difficile. In mare c’è tanto
e vorrei sempre tutto. Metto la pesca a galla al primo posto, poi c’è
la pesca da terra a Cape Cod, poi c’è il blue water nostrano con
le mangianze od il blind casting in scarroccio, ecc…Parlando di pesci:
lampuga, serra, tonni, tombarello, leccia amia, bonefish, striped bass, barracuda
li ho presi tutti e li tengo in quest’ordine.Escludo per ora gli altri
pesci minori o quelli di piccola taglia. Quelli di cui sento ancora la mancanza:
tarpon, pesce vela, aguglia imperiale, grosso dentice, grossa ricciola, jack.
7) D. Le varie tecniche di costruzione scoperte negli ultimissimi anni, hanno portato beneficio ai costruttori di artificiali, nell’utilizzo di materiali sempre più sofisticati e imitanti, ma i vantaggi per il pams sono poi reali? Voglio dire, le mosche di ultima generazione sono alla fine effettivamente più efficaci di quelle classiche cha hai studiato sui sacri testi?
R.I nuovi materiali da costruzione possono facilitare sia la
costruzione che il lancio di esche voluminose. A parità di condizioni
possono risultare più comode. Nulla eguaglia le piume bianche, ma i modelli
vanno un po’ modificati per ottenere imitazioni più simili alle
prede.
8) D. Secondo te in cosa e' cambiata la pesca a mosca in Italia soprattutto negli ultimi anni?
R. L’apertura dei grandi spazi marini ha portato al pam
italiano un grande mondo da esplorare quasi dietro casa. I risultati sono ormai
costanti ed evidenti. La stagione in mare si può definitivamente dire
di 365 giorni all’anno. Coi noleggiatori che aumentano di numero non ci
sono più problemi e, con una semplice telefonata, chiunque può
entrare nel gioco in un attimo. Le prede sono interessantissime e la varietà
è fantastica. E’ un po’ come in agricoltura: ogni stagione
dà i suoi frutti.
9) D. L’utilizzo di internet e in particolare La nascita di M.F.A. il Mediterranean Fly Anglers Club, e del relativo sito, secondo Te hanno ha portato effettivamente ad una maggior conoscenza e divulgazione della nostra passione salata a tutto il mondo della pam e non solo? Che vantaggi o svantaggi gli si possono attribuire, se secondo Te ve ne sono sia dall’una che dall’altra parte?
R. Internet ci voleva proprio; trovi una risposta a qualsiasi curiosità. E’ sicuramente un mezzo d’informazione, comunicazione e divulgazione importante. Io, con internet, mi sono organizzato tutti i viaggi di pesca in U.S.A., una gran quantità di giornate di pesca con gli amici e navigo un’oretta quasi tutti giorni sui forum pam per farmi quattro risate come se facessi il giro delle osterie del porto. I numeri reali non li conosco, per cui non saprei dire se il nostro sito, piuttosto che altri, o la carta stampata, oppure i films, abbia dato un impulso molto forte alla pam salata italiana. La nostra costante presenza in mare assicura informazioni abbondanti quasi in tempo reale. Per qualsiasi pescatore occasionale dovrebbe rappresentare il punto di riferimento primario per l’area ligure. La flotta dei soci penso non abbia ancora eguali per altri gruppi nazionali. Qual è la media? Una barca o un gommone per ogni 1,2 membri di M.F.A.? Direi che rimane tantissimo da esplorare. Le zone sviluppate sono pochissime se rapportate alle coste del Bel Paese. Al sud e nelle isole i pam sono pochi e gli altri pescatori tendono a nascondere piuttosto che divulgare le potenzialità della pesca ed i posti migliori. Ne conseguono scarsità d’informazione e tempi lunghi per la conoscenza dei luoghi. Di guide affidabili non ne ho sentito parlare e di flop se ne sono sentiti molti. Ci vorrebbe una nuova ondata di giovani esploratori che ci riportino le loro avventure e le loro scoperte; nuove energie.
11) D. Quali attrezzature preferisci usare e che tipo di pesca ti piace più fare?
R.Quanto alle attrezzature, m’adatto alle stagioni ed ai pesci presenti. Es.: nella passata stagione sono uscito spesso con canna # 6, teste da 200 grani e cobra da 20 lbs. Può essere che il prossimo anno siano imperative canne #12. Chi lo sa? In generale credo che canne #9 potrebbero coprire la maggior parte delle situazioni BW nostrane: ottime per la pesca a galla o con teste da 300/350 grani ed esche di buone dimensioni. Io pesco sempre con un solo artificiale, così non ho il problema delle doppiette e triplette che richiedono rinforzo su tutto il sistema
12) D. Credi nella pesca da riva in Italia?
R.La pesca da riva l’ho testata a lungo, soprattutto all’inizio e come preparazione per i primi viaggi a Cape Cod. I risultati non mi sono sembrati interessanti ed appaganti ed il confronto con l’estero è impossibile. M’è piaciuta di più la pesca col kayak, che mi sembra più adatta alle nostre coste. Il blue water è tutt’un’altra cosa.
13) D. Il pesce serra è ancora abbastanza sconosciuto per i pams Italiani, Tu che ultimamente lo stai pescando vedi un’evoluzione in termini di catture, cioò pensi che con l’esperienza maturata si possa raggiungerei i livelli di costanza di catture che sia hanno con i Blue Fish d’oltreoceano?
R..No. Nonostante i risultati incoraggianti degli
ultimi due anni, i numeri e soprattutto le taglie non sono ancora paragonabili.
E’ anche uno spettacolo completamente diverso; un altro pianeta
14) D. I Tuoi progetti futuri prevedono ancora dei viaggi all’estero se si, dove e perchè?
R.Mi piacerebbe poter viaggiare ancora
tanto, ma diventerà sempre più difficile. Per ora vedo se riesco
a tornare ancora una volta a Cape Cod. Mi mancano tanti viaggi che forse non
farò. Mi piacerebbe tornare alle keys, andare alle Everglades, in Nord
Carolina, nel mar di Cortez e fare pure il BW in tutti e tre i posti. Si vedrà.
15) D. Grazie di cuore Oracolo del Mito Vivente
R. Un cordialissimo saluto a tutti i Soci di M.F.A.
Giuseppe Massimo Calissi.