Pelagici del Natale 2002

Sarnico lì 24/12/02

È strano parlare di pesca ai pelagici in inverno, a meno che si pensi al Caribe e  allora tutto quadra.

Mentre se parliamo di pesca in Italia e in Liguria in particolare ci riesce meno bene il pensarlo, perché le temperature sono scese di molti gradi, il vento freddo soffia sovente, le mareggiate sono all’ordine del giorno e le giornate tiepide se non calde in questo periodo, in questa regione baciata dal sole, sono ormai un ricordo seppur indelebilmente scolpito nella nostra mente , ma pur sempre un ricordo.

Invece quest’anno, sarà per l’andamento abbastanza favorevole del clima, sarà la temperatura dell’acqua che è ancora di circa 20°, sarà che i pelagici in questa bellissima zona della Liguria quest’anno hanno accostato in gran numero e  abbastanza tardi rispetto ai soliti tempi di migrazione che corrispondono ai mesi di ottobre e novembre, con punte in annate favorevolissime anche ai primi di dicembre, siamo a pescare i Tombarelli i tonnetti Rossi alla vigilia di Natale.

E’ una strana sensazione che si prova al vedere tutte le strade, i palazzi addobbati per le feste Natalizie, vedere gli alberi di Natale illuminati ad ogni angolo della Riviera che evoca, con la propria lussureggiante vegetazione sicuramente più le ferie d’agosto che le festività Natalizie.

Ed è ancor più strano vedere il nostro carissimo Babbo Natale in barca a pesca di tombarelli in alto mare, mentre nell’immaginario collettivo lo si figura sempre a bordo della sua slitta trainata da renne in giro per il mondo con sfondi innevati.

Ebbene quest’anno è successo di incontrarlo Vestito di tutto punto con il suo tipico costume rosso, orlato di bianco, con la lunga barba bianca, canuto oltremodo, mentre con una potente canna da mosca pescava su di una palla di acciughe, tombarelli e tonnetti rossi salpandoli e rilasciandoli in mare con una costanza  e con una rapidità che aveva del sovrumano.

Il suo apparire,  sembrava un miraggio galleggiante sull’acqua, a dire il vero avvistato da molto lontano sembrava la tipica fontana di gabbiani ma c’era qualche cosa soprattutto del colore che ci rendeva un poco perplessi, ma, man mano che ci si avvicinava, l’immagine diveniva sempre più nitida e al contempo anche più inverosimile e quando giungemmo a poche decine di metri  da questa figura così irreale, potemmo notare che si trattava proprio di Lui di Santa Klaus in carne ed ossa concentrato in pesca, tanto concentrato che dovemmo richiamare la sua attenzione verso di noi, con urla e saluti del tipo Olà come va Babbo?.

Al nostro richiamo, come svegliatosi d’incanto da un sogno, volgendosi verso di noi e togliendosi il sigaro dalla bocca, ci salutò in stretto Idioma Orobico: “Alura come alah, pensì schech che l’è tot ol de che so che sura chesta bala de pess, e ga rie mia a desmet  de ciapà, soghute a lancia e lur i boca semper, l’è un bel diertimet, ma gho de’n da a portà i regai ai schec del mont”  e dopo aver fatto una pausa tirando una profonda boccata del suo puro, ci disse: “se ulì va lase chesto regal prope de Babbo Natal” indicando la meravigliosa  mangianza su cui stava pescando e con una risata sonora che si sentì sul mare ancora per molto tempo, si allontanò da noi rapidamente e scomparve all’orizzonte come ci era apparso, lasciandoci ancor più esterefatti, ma soddisfatti per l’imprevisto Regalo di Natale che ci aveva donato. 

Tantissimi Auguri di Buon Natale e Meraviglioso anno nuovo.

Giuseppe Massimo Calissi

P.S. Traduzione del Celtico antico per quelli che stanno al di la del Pò.

”allora come va? Pensate ragazzi che è tutto il giorno che sto pescando su questa palla di acciughe, e non riesco a smettere di prendere, continuo a lanciare e loro continuano ad abboccare senza sosta, è un bel divertimento, ma ora devo andare a portare i regali ai bambini del mondo” . . .

“se volete vi lascio questo regalo proprio di Babbo Natale.