Sarnico, lì 13/04/2005.
Durante il viaggio verso la Liguria, la mente andava alle pescate fatte gli
anni addietro in quello splendido fiume, e mi domandavo come sarebbe andata
oggi che era la prima volta in Magra del 2005.
In tanto che la meta si avvicinava i ricordi si accavallavano numerosi, i primi
tempi Fiorenzo ed io pescavamo per ore e ore con branchi di Cheppie sotto le
canne, senza vedere nessuno sul fiume se non i pescatori a passata di cefali.
Allora si partiva alle 8.00, 8.30 con comodo si arrivava alle 10 circa e già
dopo i primi lanci eravamo incannati entrambi , magari con delle doppiette.
Ricordo che si andava alla ricerca di nuove Pools, con molta fatica poiché
lo si faceva a piedi attraversando il fiume in più punti e percorrendo
alcuni chilometri, la qual cosa ci ha portato a conoscere molte postazioni eccellenti
ai più ancora oggi sconosciute, poiché la maggior parte dei pams
a cheppie si accontenta di pescare nelle due o tre postazioni fisse.
Ultimamente, la febbre da cheppie ha portato molta più gente a frequentare
il Magra, con la conseguenza di trovare magari le pool più conosciute
occupate, nonostante ci si debba presentare all’alba sul fiume, c’è
da dire che fortunamente moltissimi non sono abilissimi e qualche cheppia poi
la si riesce ancora a prendere, ma questa è un’altra storia.
Quando arrivammo sul fiume ci vestimmo rapidamente e altrettanto rapidamente
arrivammo sulla buca, sempre bella anche se in questi ultimi anni ha cambiato
radicalmente la conformazione.
Il bello è stato il riconoscimento dei luoghi ormai famigliari, il ricordare
tutte quelle belle situazioni di pesca passate in quel punto e condivise con
altri amici.
Intanto avevo cominciato l’azione di pesca e dopo alcuni lanci la prima
cheppia era in canna e producendo alcuni salti fuori dall’acqua mi faceva
godere di quel pesce così misterioso, che passata quasi tutta la sua
esistenza in mare sentiva l’irrefrenabile bisogno di portarsi sul fiume
a chilometri di distanza per riprodursi, la qual cosa mi induceva a rispettarla
maggiormente.
Partendo da lanci in vicinanza e man mano sempre lunghi esploravo tutta la buca
alternando la profondità e la velocità di recupero per riuscire
a capire dove stazionavano le cheppie.
L’azione di pesca fatta così mi permise di catturare circa una
trentina di cheppie in due orette, non moltissime , però se penso che
era effettivamnete la prima uscita dell’anno non potevo che essere soddisfatto.
Ci spostammo per cercarle in altre Pools, ma ne in Vara ne in Magra le trovammo,
allora si tornò qualche ora più tardi sempre nella stessa postazione
e riuscii a catturarne ancora una decina.
Singolare fu il fatto che incotrammo un altro Pams, che asseriva che le cheppie
secondo lui non erano ancora entrate e che li dove stavamo pescando non aveva
preso nulla, ma poi viste le mie catture decise che la risalita era iniziata
e che sarebbe tornato il giorno dopo...
In tanto il sole fece capolino tra le utime nubi e ci scaldò con i suoi
raggi tiepidi, il chè, vista la temperature dell’acqua molto bassa,
non era male.
Pescammo ancora per una mezz’oretta e decidemmo che era ora di rientrare
per poter ripercorrere le tappe culinarie tante volte percose in questi anni,
alla ricerca di nuovi posti di pesca di questo superbo pesce selvaggio che di
nome fa Alosa fallax, che tanto divertimento suo malgrado ci produce nella stagione
più bella dell’anno.
Calissi Giuseppe Massimo.